Lanci
Il settore di lanci prevede diverse prove separate distinte per uomini e donne.
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lanci:
- lancio del giavellotto
- lancio del disco
- lancio del peso (più propriamente detto getto del peso)
- lancio del martello
Il lancio del disco
Le gare di lancio sono effettuate da una pedana, sporgendosi al di là della quale il lancio risulta nullo ed il risultato non è preso in considerazione. Un atleta ha in ogni gara di lancio tre possibilità in modo da poter migliorare la prestazione.
lancio del disco Alla base della buona riuscita del lancio del disco vi è la forte velocità rotatoria che individualmente si riesce ad imprimere. Le fasi del lancio possono essere riassunte in: 1) partenza; 2) rotazione e piazzamento finale; 3) finale del lancio.
Nella fase di partenza l’atleta si dispone con le gambe leggermente divaricate, busto lievemente inclinato e con le spalle rivolte al settore di lancio. Si eseguono un paio di torsioni verso dx come caricamento.
Nella seconda fase inizia la rotazione sulla gamba sx che fa da perno al corpo sotto la spinta propulsiva della gamba dx.
Terminata la rotazione le gambe scambiano di ruolo e l’atleta si troverà sulla gamba dx mentre la sx continuerà ad imprimere una forza per la rotazione. La gamba dx continuerà a ruotare verso l’avanti alto frontalizzando il bacino, a questo punto l’atleta si ritroverà la gamba sx a fare da puntello, il busto completerà la sua rotazione trasferendo la forza sul disco che ruoterà il più lontano possibile.
Nella fase didattica sarà opportuno far apprendere le varie fasi del gesto tecnico contemporaneamente. E’ importante far eseguire al più presto l’azione tecnica, correggendo eventuali errori.
Ricordiamo a tal proposito che: il disco va sostenuto solo con le ultime falangi, appoggiato alla base della mano, stabilizzandolo con il pollice. Per meglio acquisire la padronanza, sarà opportuno svolgere esercizi di sensibilizzazione con il disco, esercizi preparatori per la partenza e la rotazione, ed infine studiare la posizione di appoggio finale sull’avampiede destro.
Tra gli errori più comunemente riscontrabili vi è sicuramente l’errata impugnatura del disco che rischia di essere trattenuto, un’eccessiva inclinazione del busto sarà altresì da correggere. Le spalle non devono anticipare la rotazione delle anche ed il busto dovrà essere ben bilanciato e con un’efficace azione di “puntello” della gamba che fa da perno.
Il getto del peso
Esistono due tecniche di lancio del peso: a sviluppo rettilineo (la più utilizzata) e rotatoria. La scelta dipenderà dalle caratteristiche strutturali e dinamiche dell’atleta. Nella prima tecnica, l’atleta, farà compiere al peso una traiettoria pressoché rettilinea. Il lancio si può dividere in 4 fasi: 1) posizione di partenza; 2) traslocazione; 3) posizione di piazzamento finale; 4) finale di lancio.
Nella posizione di partenza l’atleta sarà in appoggio sul piede destro nella parte posteriore della pedana, volgendo le spalle alla zona di lancio. Nella traslocazione compie un caricamento della gamba dx e una flessione del busto, contemporaneamente si ha un calcio indietro (con il busto quasi immobile) che porterà alla completa distensione della gamba sx. L’atleta è ora nella fase di piazzamento finale.
Il piede destro è all’incirca al centro della pedana ruotato di circa 45°, la gamba sx è a contatto con il fermapiede. A questo punto, con la gamba sx a fare da puntello, inizia la distensione del braccio destro con avanzamento del busto.
Il braccio sx compie un movimento verso l’alto avanti. Abbandonato l’attrezzo, l’atleta, effettua un cambio dell’appoggio, per evitare di compiere un lancio nullo a causa della dinamicità dell’azione. La misura della distanza raggiunta dal peso (e anche dal disco) si effettua dal centro della pedana sino al punto di caduta.
Nell’intervento didattico, le varie fasi che costituiscono il lancio, devono essere apprese simultaneamente. A tal proposito sarà utile effettuare anche esercizi ausiliari (con la palla medica) per migliorare l’esecuzione. Ricordiamo che il peso deve essere poggiato prevalentemente sulle tre dita centrali della mano, con le altre che fungono da supporto al peso. Da evitare l’appoggio sul palmo della mano al pari di un gomito troppo alto nella fase di lancio, o del peso staccato dal collo. Correggeremo anche uno scarso caricamento dell’arto in partenza o una sua spinta incompleta. La tecnica a sviluppo rotatorio ricalca quella del lancio del disco.
Le fasi di cui si compone sono:
1)posizione di partenza;
2) rotazione e piazzamento finale;
3) finale di lancio.
Nella fase finale di lancio, la gamba dx, sviluppa un’azione verso l’alto avanti, con frontalizzazione del bacino.
In questo tipo di lancio molta importanza assume il ripristino dell’equilibrio dopo il cambio. Sensibilizzazione con l’attrezzo, alla rotazione ed al finale sono eseguibili con gli stessi esercizi del lancio a traiettoria rettilinea.
Il lancio del giavellotto
Nella gara del giavellotto, affinchè il lancio sia corretto il giavellotto deve cadere nel settore delimitato dalle linee che partono dal centro del cerchio, deve cadere di punta e lasciare almeno una traccia per la misurazione.
Il lancio del giavellotto si può scomporre in due fasi principali: una fase ciclica ed una aciclica. Nella prima l’atleta corre nella direzione di lancio impugnando l’attrezzo vicino al capo e parallelo al terreno, con lo scopo di raggiungere una velocità tale da accelerare le successive fasi in maniera fluida. Si passa dunque alla fase aciclica, nella quale, l’atleta si troverà non più frontale ma laterale rispetto alla direzione del lancio.
Nella fase preparatoria si porta il giavellotto dietro in maniera fluida con il puntale all’altezza del mento. Il passo impulso fornisce una forte spinta del piede sx verso la direzione del lancio, con conseguente slancio della gamba dx in avanti. Nella fase finale l’atleta si troverà ad essere in monoappoggio, in doppio appoggio e poi in fase di rilascio.
Nella fase di monoappoggio l’atleta avrà un’inclinazione indietro del corpo e l’arto lanciante decontratto e disteso, la gamba dx spinge in avanti. Nella fase di doppio appoggio l’arto lanciante è ancora disteso e rilassato, con la mano alta, il petto ruota nella direzione di lancio, tutto ciò causa una fortissima pretensione muscolare che origina la posizione detta “ad arco”. La fase di rilascio indirizzerà il giavellotto, con precisione, verso la zona di lancio. A conclusione del gesto vi è il recupero, con il quale l’atleta cercherà di evitare il nullo di pedana. L’atleta continuerà a guardare verso la direzione di lancio.
Come per le altre specialità, sarà opportuno intraprendere un programma di irrobustimento muscolare e di mobilità articolare, prima di avvicinarsi al lancio del giavellotto. Le azioni di tipo analitico, seppur indispensabili, dovranno essere limitate, preferendo azioni di tipo globale.
Come in ogni altra specialità, un occhio particolare sarà dato dalla correzione degli errori, partendo dall’impugnatura, che può essere di tre tipi, sempre salda ma non rigida; sino al controllo degli arti inferiori e della spinta da loro impressa.
Ultimo aggiornamento (Domenica 13 Maggio 2012 09:54)



























